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Delitto skipper di Pesaro, omicida arrestato in Portogallo dalla squadra mobile di Ancona

De Cristofaro, condannato all'ergastolo nel 1988, è stato fermato dopo anni di indagini e ricerche su un treno diretto a Lisbona

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Polizia, 113, Squadra Mobile

Da anni era latitante dopo la condanna all’ergastolo per l’omicidio della skipper pesarese Annarita Curina poi buttata in acqua al largo della costa di Senigallia. Ma la fuga di Filippo Antonio De Cristofaro è finita in Portogallo dove gli investigatori anconetani della Squadra Mobile, venerdì 20 maggio, hanno fermato l’uomo a bordo di un treno diretto a Lisbona.

Gli investigatori della Squadra Mobile della Questura di Ancona e del Servizio Centrale Operativo hanno posto nuovamente fine alla latitanza dell’omicida condannato nel 1988, in via definitiva, alla pena dell’ergastolo per omicidio e occultamento di cadavere.

La vicenda iniziò nel giugno di quell’anno quando l’uomo, in compagnia dell’allora 17enne olandese Dyana Beier, uccise la 34enne pesarese Annarita Curina per appropriarsi del suo catamarano. La vittima fu dapprima stordita col valium, poi accoltellata e finita con tre colpi di machete, per essere infine gettata in acqua al largo della costa di Senigallia dall’uomo e dalla sua giovane amante. La coppia fuggì verso le coste del nord Africa, dove fu localizzata dalle indagini della Squadra Mobile anconetana e tratta in arresto, il 21 luglio dello stesso 1988, nel porticciolo della cittadina tunisina di Ghar El Melh. Al processo la minore venne condannata a 6 anni e 6 mesi di reclusione, mentre a De Cristofaro venne comminato l’ergastolo.
Il 6 luglio del 2007, durante un permesso premio, evase dal carcere di Opera (Milano), ma venne catturato il mese successivo ad Utrecht, in Olanda, dalla Polizia locale, in esecuzione di un ordine di carcerazione della Procura Generale c/o la Corte di Appello di Ancona. Il successivo 5 novembre 2007 venne estradato da Amsterdam e portato prima al carcere romano di Rebibbia ed in seguito a quello di Porto Azzurro, sull’Isola d’Elba dal quale evase una seconda volta, il 21 aprile 2014, durante un permesso premio di tre giorni nel periodo pasquale.

La foto di Filippo Antonio De Cristofaro, latitante arrestato dalla squadra mobile di AnconaDa allora sono scattate le ricerche della sezione catturandi della squadra mobile dorica, in collaborazione prima con la Procura generale presso la Corte d’Appello di Ancona e successivamente con la Procura della Repubblica di Milano. Ricerche che hanno portato venerdì 20 maggio all’arresto in Portogallo. Grazie anche a intercettazioni telefoniche con tracciamento internazionale, l’uomo è stato ricercato in Francia, Olanda, Albania e persino Ucraina, dove vi erano possibili spalle per la sua latitanza.
Infine la svolta, con l’individuazione in un villaggio, Sintra, a 30 km dalla capitale, appena salito su un convoglio ferroviario diretto a Lisbona.
Grazie a dei documenti falsificati (un passaporto, una carta di identità e una patente nautica italiane contraffatte), aveva cambiato ovviamente nome: si faceva chiamare Andrea Bertone e manteneva un aspetto dimesso per non farsi riconoscere. Ma ciò non è bastato agli agenti dorici che l’hanno riconosciuto e fermato. In suo possesso sono stati rinvenuti anche 5.900 euro in contanti.

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