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Ancona: botte alla moglie incinta fino a farle perdere il bambino, nei guai 38enne peruviano

L'uomo, già condannato per maltrattamenti in famiglia, dovrà ora rispondere dell'accusa di procurato aborto

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Stalking, violenza sulle donne

L’accusa, gravissima, di aver fatto perdere il bambino alla moglie incinta a suon di calci e pugni: protagonista di tale vicenda un peruviano di 38 anni residente ad Ancona, già condannato a due anni e mezzo di reclusione per maltrattamenti in famiglia.

I fatti contestati all’uomo si riferiscono al settembre del 2015, quando egli, dopo una serata trascorsa ad ubriacarsi in giro per il capoluogo in compagnia di alcuni amici, era infine rincasato con propositi decisamente violenti: sua moglie, allora al terzo mese di gravidanza, era infatti stata colpita ripetutamente fino a quando non era riuscita a divincolarsi e a chiamare aiuto.

Il 38enne, trovato peraltro in possesso di un coltello di circa 20 centimetri, era stato immediatamente tratto in arresto. Purtroppo, le percosse inflitte alla donna erano state talmente violente da causare l’interruzione della gravidanza, motivo per il quale l’uomo è al momento indagato per procurato aborto: di tutt’altro avviso i legali dell’individuo, secondo cui il feto sarebbe venuto meno alcuni giorni prima della brutale aggressione. L’udienza preliminare avrà luogo il 10 maggio.

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