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Manifattura tabacchi di Chiaravalle, in arrivo un’interrogazione contro la sua chiusura

A presentarla il consigliere regionale Enzo Giancarli: "Un impegno forte per garantire un futuro ai lavoratori"

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Manifattura tabacchi di Chiaravalle

Mettere in campo tutte le azioni possibili per tutelare e garantire i lavoratori e mantenere in vita l’attività produttiva dellla manifattura Tabacchi di Chiaravalle. È quanto chiede il consigliere regionale Enzo Giancarli in un’interrogazione al presidente ed alla giunta regionale, che arriverà in aula martedì prossimo 20 febbraio.

In particolare, a seguito della revoca da parte del Tribunale di Ancona dell’ammissione al concordato preventivo concesso all’azienda, avvenuta lo scorso novembre, il consigliere Giancarli chiede al presidente Ceriscioli ed alla giunta un intervento tempestivo, anche in accordo con le organizzazioni sindacali, con le istituzioni locali (i Comuni di Chiaravalle, Monte San Vito, Falconara Marittima, Montemarciano e Camerata Picena) e con i ministeri competenti.

In gioco, infatti, c’è il futuro di più di 60 persone impiegate attualmente nello stabilimento di Chiaravalle della Manifattura Italiana Tabacco S.p.A., oltre ai lavoratori dell’indotto. «In base alle dichiarazioni dell’amministratore unico sottolinea Giancarlila società ha commesse in corso di definizione che garantirebbero all’attività produttiva di proseguire per diverso tempo. La Manifattura Tabacchi ha rappresentato, e rappresenta tuttora, per Chiaravalle e per larga parte del territorio della provincia di Ancona un importante sito produttivo fin dalla metà del diciottesimo secolo.

È veroprecisa il consigliere che alla fine degli anni ’90 si è assistito ad un progressivo declino dell’attività, passata poi da una proprietà straniera ad un’altra senza risolvere mai completamente i suoi problemi produttivi e finanziari, ma nel 2016 l’impresa ha ottenuto una procedura di concordato preventivo ed ha avviato un processo di ristrutturazione. Questo –prosegue il consigliere ha portarto alla ripresa della produzione fino all’interruzione dell’uso degli ammortizzatori sociali all’inizio del 2017. Ora la revoca del concordato –spiega Giancarliarriva a seguito di un utilizzo anomalo della disponibilità finanziaria in contanti e di adozione di iniziative gestionali che non sono state sottoposte al dovuto controllo da parte degli organi della procedura.

Senza intralciare le verifiche necessarie ed opportune, che dovranno far luce su quanto avvenuto e nel rispetto di ruoli e funzioni, mi pare però doveroso che la Regione Marche sia parte attiva della vicenda. Un impegno forte e da protagonista – conclude Giancarli – per garantire un futuro ai lavoratori ed al sito produttivo di Chiaravalle».

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