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Falconara, pubblicato il Piano di Emergenza esterno relativo alla raffineria Api

Prevista inoltre nel corso delle prossime settimane un'assemblea pubblica aperta a tutta la cittadinanza

La raffineria Api di Falconara Marittima. Foto tratta da gruppoapi.com

E’ stato pubblicato questa mattina sui siti istituzionali della Prefettura e del Comune di Falconara il Piano di emergenza esterno (Pee) della raffineria Api, redatto dopo una serie di incontri in Prefettura tra tutti gli enti coinvolti.

Questi sono innanzitutto la raffineria stessa, la Prefettura, il Comune di Falconara e i Comuni limitrofi, il dipartimento di Protezione civile della Regione Marche, il Comando provinciale dei Vigili del fuoco, le forze dell’ordine, l’Arpam, l’Asur Area Vasta 2, il Servizio 118 e i principali gestori dei servizi pubblici e delle infrastrutture viarie. Il documento, che classifica gli incidenti che possono accadere all’interno dello stabilimento e indica tutte le azioni che i vari soggetti devono intraprendere, resterà pubblicato per 45 giorni, durante i quali tutti i cittadini potranno presentare osservazioni, attraverso gli indirizzi della Prefettura indicati nella pubblicazione. Su iniziativa del sindaco di Falconara sarà poi convocata un’assemblea pubblica per illustrare il Pee e raccogliere indicazioni dai cittadini. Sempre i rappresentanti del Comune di Falconara hanno ottenuto l’inserimento all’interno del documento di un fondamentale riferimento anche alle esalazioni che, pur in assenza di un evento incidentale importante, possono comportare allarme diffuso.

Il Piano di emergenza esterno dell’Api si compone di 231 pagine, numerosi allegati e schede di sicurezza di sostanze pericolose ed è suddiviso in macro-argomenti.

La prima parte contiene l’inquadramento territoriale dell’area su cui insiste lo stabilimento e l’individuazione di ‘elementi vulnerabili’ come scuole, chiese, residenze protette, luoghi in generale che in particolari orari sono molto affollati.

La seconda parte individua gli scenari incidentali e le zone di rischio.

La terza parte del Pee, quella più corposa, indica il modello organizzativo di intervento, specificando cosa debba fare ciascuno dei soggetti coinvolti, a partire dall’Api che deve dare comunicazione dell’evento sulla base del livello di allerta (sono previsti tre livelli: attenzione, preallarme e allarme) e della tipologia dell’evento. E’ previsto comunque che anche altri soggetti non previsti dai protocolli, attraverso una segnalazione, possano attivare l’allerta, una volta verificata la segnalazione stessa. Un ruolo preminente è assegnato al prefetto che coordina il piano e, dal punto di vista operativo, alle squadre dei vigili del fuoco che coordinano le operazioni. E’ in questo capitolo che, su insistenza del Comune di Falconara durante il tavolo di lavoro, è stato inserito il riferimento alle esalazioni.

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