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Lutto a Montemarciano per la morte di Alfredo Tarantelli detto Bibi

L’Ex allenatore di calcio della squadra locale ha visto crescere diverse generazioni di giovani

Alfredo Tarantelli detto Bibi

Lutto a Montemarciano per la morte di Alfredo Tarantelli detto Bibi. L’uomo, spentosi a 90 anni, è stato per anni l’allenatore di calcio della squadra locale: tantissime le generazioni di giovani calciatori passati sotto la su ala.

La notizia della sua scomparsa si è diffusa nella serata del 22 settembre; tantissimi sui social i ricordi e le testimonianze di affetto e di stima: “Ciao Bibi – il saluto della US Montemarciano Calcio 1926 – maestro di calcio e di vita. Ti ricorderemo sempre con tanto affetto, grazie per tutto quello che ci hai insegnato”.

Particolarmente commovente il saluto affidato ai social da parte di Igor Matteucci: “Ciao Bibi.
Ci hai insegnato a giocare a calcio, ma soprattutto ci hai insegnato il rispetto e l’amore per lo sport, l’educazione e il rispetto per l’avversario.
Uomo gentile, educato, mai sopra le righe, non ti ho mai sentito pronunciare una parolaccia e se lo faceva qualcuno di noi, o se qualcuno faceva casino all’allenamento, lo mandavi sotto la doccia prima degli altri (pensate se lo facessero oggi, quale sarebbe la reazione dei genitori della nostra generazione).
Ci hai insegnato ad accettare le sconfitte, quando perdevamo (spesso 😁) anche 5 o 6 a 0, invece del risultato, ci parlavi di come battere il fallo laterale o di come migliorare il passaggio al compagno, sempre stimolandoci a dare tutto in campo.
Ci hai insegnato a non usare la scusa dell’arbitro e a non protestare in campo (questa delle protesta con me è riuscita poco 😊).
Ci hai insegnato a rispettare l’avversario, soprattutto quando vincevamo (poche volte 😁).
A me personalmente hai insegnato a fare il portiere. Quando ho iniziato a farlo mi piaceva, ma avevo paura di tuffarmi… tu allora facesti venire l’escavatore al campo per fare una grande buca da riempire con la sabbia e così ho cominciato a tuffarmi lì e non ho più smesso di farlo, anche sull’asfalto.
A un torneo vinsi la targa come miglior portiere, ma non la potei ritirare perché dovevamo partire per una vacanza il giorno dopo. Tu la ritirasti e me la portasti a casa la sera tardi per farmela trovare prima di partire.
Una persona garbata, veramente di altri tempi, ci vorrebbero oggi molte altre persone come te nel calcio e nello sport in generale.
Buon viaggio e grazie ancora di tutto, non mi dimenticherò di te.”

Lascia la moglie Paola, i figli Fabio e Anna Rita, il genero Alessandro, la nuora Paola, i nipoti Alessia, Francesco e Dalia.

Redazione Ancona Notizie
Pubblicato Martedì 24 settembre, 2019 
alle ore 9:07
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