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Caporalato nei dintorni di Senigallia, un arresto e una denuncia

Finiti nei guai due uomini di nazionalità pakistana

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Volanti della Polizia, 113, pantere, forze dell'ordine

Lunghe indagini portate avanti per oltre un anno dalla Polizia di Stato di Senigallia hanno permesso di portare alla luce una vicenda di caporalato, per la quale un individuo di nazionalità pakistana è stato arrestato e un suo connazionale denunciato.

Grazie alla collaborazione con l’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Ancona, gli agenti sono stati in grado di ricostruire pienamente l’attività illecita portata avanti dai due uomini.

Quest’ultimi, gestori di un’azienda situata nei dintorni di Senigallia, erano infatti soliti impiegare altri cittadini stranieri per effettuare lavori in ambito agricolo, mansioni per cui tali lavoratori erano retribuiti con una paga oraria inferiore ai 5 euro: parte del loro compenso era inoltre sottratta loro come corrispettivo per le spese (vitto, alloggio, trasporto) sostenute dai datori di lavoro. Come se ciò non bastasse, i braccianti lavoravano giornalmente un numero di ore ben maggiore rispetto a quanto riportato ufficialmente.

Per evitare che i lavoratori abbandonassero il loro impiego, i due pakistani erano persino arrivati al punto di confiscare permessi di soggiorno e passaporti. Le maestranze sfruttate venivano quindi alloggiate presso uno stabile fatiscente di Senigallia, nel quale arrivano ad abitare fino a 30 persone contemporaneamente.

Una volta ultimate le indagini, su indicazione del Gip del Tribunale di Ancona le forze dell’ordine hanno applicato una misura di custodia cautelare in carcere nei confronti di uno dei due cittadini pakistani, denunciando al contempo il suo complice: entrambi sono accusati di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, nonché di alcuni episodi dove si sarebbero resi responsabili del favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

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