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Resi noti i dati relativi allo studio sul turismo nella città di Ancona

"Siamo al termine di un percorso che ha condotto a una consapevolezza importante sulle potenzialità turistiche della città"

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Il porto di Ancona

“Siamo qui per costituire una governance turistica del territorio, che non può essere solo dell’ente pubblico o solo dei privati, ma deve essere espressione di un sistema turistico territoriale”. Sono le parole di sintesi dell’assessore al Turismo e alla cultura Paolo Marasca, che ieri ha così commentato la restituzione dell’attività di studio e analisi condotta negli ultimi mesi da un gruppo di ricercatori del dipartimento di Scienze della formazione, dei beni culturali e del Turismo dell’Università di Macerata, coordinato dal professor Alessio Cavicchi.

L’attività di ricerca ha coinvolto circa 50 informatori chiave che operano nei settori del turismo e dell’accoglienza della città di Ancona in un percorso di costruzione partecipata della destinazione turistica, a partire da una riflessione sulla loro percezione dell’identità cittadina (brand identity) e della sua immagine (brand image). Quattro le macrocategorie create: Università; Impresa, Camera di Commercio, Sindacato, Cluster Association; Autorità locali e decisori politici; Ong, cittadini, associazioni di consumatori, di lavoratori e studentesche.

Lunedì 24 maggio si sono svolti i primi 3 incontri, rivolti a imprenditori, università/autorità pubbliche e associazionismo/comunità locale: tre tavoli di lavoro in cui sono stati presentati i risultati preliminari ed è stato chiesto ai partecipanti di riflettere sugli elementi da valorizzare e sulle proposte su cui focalizzare l’attenzione per la costruzione di un Piano d’Azione per Ancona come destinazione turistica.

Dalla discussione sono emerse molteplici proposte, che sono state poi presentate ieri pomeriggio, 25 maggio, in una assemblea plenaria (condotta on line per ragioni legate alle misure di sicurezza sanitaria Covid-19), con la partecipazione dei rappresentati dell’amministrazione comunale e degli stakeholder. Dopo la presentazione del report, il professor Cavicchi ha coordinato il dialogo tra i partecipanti, che hanno di fatto aderito alla proposta di governance condivisa lanciata dall’assessore.

“Con questo progetto serio e strutturato, realizzato con la collaborazione degli enti, delle università, degli operatori del settore, dei portatori di interesse e di tutti i cittadini, stiamo andando nella giusta direzione” ha affermato il sindaco Valeria Mancinelli, la quale ha anche riferito la testimonianza diretta di operatori turistici che hanno espresso apprezzamento rispetto a questo progetto innovativo di costruzione del brand Ancona.

Il valore territoriale – fa eco ancora l’Assessore – è confermato dalla partecipazione di enti pubblici diversi, oltre che di privati. La collaborazione con Unimc, peraltro partner del progetto Ancona2022, e con Univpm, che ora è chiamata a calare nel concreto le azioni previste, affiancando l’edificazione del marketing territoriale e assicurando il monitoraggio costante e la valutazione dell’impatto, rende la misura di ciò che ora siamo in grado di costruire. E’ molto gratificante lavorare su una città facendolo su scala regionale”.

La ricerca, guidata dal professor Cavicchi e condotta da Annapìa Ferrara, Chiara Aleffi, Concetta Ferrara, Sabrina Tomasi e Sara Minichino, è stata articolata in due fasi: l’elaborazione di un questionario e il coinvolgimento degli stakeholders, interpellati riguardo alla percezione dell’immagine e dell’identità della città di Ancona.

“Non si tratta solo di una ricerca – hanno spiegato le esperte – ma di un approccio partecipativo, un percorso che ha guidato la riflessione su Ancona come destinazione turistica, per coinvolgere sempre di più gli operatori del territorio. Dall’analisi dei dati raccolti sono emerse cinque macrocategorie, che permettessero di capire gli elementi identitari della città: porto/mare/città di mare/pesca; cultura; paesaggio/parchi/verde urbano; gestione/servizi/fruizione; carattere della città. La categoria identitaria legata al mare è stata scelta dal 76% delle persone, con una idea “plurale” di mare e con la percezione della città come sganciata dalla Riviera del Conero, legata invece al porto, citato spesso in relazione alle attività classiche, ma anche come luogo potenziale di aggregazione sociale.

Nella categoria “Cultura” è emersa una ricca varietà di elementi e luoghi, primo fra tutti il duomo di San Ciriaco, seguito dalla Mole Vanvitelliana, anch’essa intesa come espressione dell’abbinamento arte-cultura/aggregazione sociale/opportunità per il turismo congressuale.

Per quanto riguarda l’area concettuale del “verde urbano”, emerge la particolarità della vista della città dal mare, che rende tangibile la commistione, mare, città, aree verdi. Notevole, inoltre, l’importanza attribuita ai parchi, con una centralità particolare attribuita al Cardeto, e la peculiarità dell’immagine di Ancona come “città dei due mari”.

Nella sezione “gestione servizi” emergono proposte di miglioramento legate alla facilitazione degli spostamenti all’interno del territorio e alla cura dell’accoglienza, per riuscire a valorizzare al meglio le risorse della città.
“Ancona da scoprire” è, infine, l’espressione chiave che caratterizza l’ultima sezione, legata al carattere della città, definita ricca di bellezza e di potenzialità, ma ancora “misteriosa” e a tratti “pigra” nel proporsi, almeno sino a qualche tempo fa.

Gli interventi:

“Siamo al termine di un percorso lungo – ha detto l’assessore Marasca – che ha condotto a una consapevolezza importante sull’identità e sulle potenzialità turistiche della città. Ancona, e in generale le Marche, si sono attivate in questo senso negli ultimi anni, perché l’idea di rendere la città anche un prodotto turistico richiedeva una serie di interventi, che ora sono completati o in fase di completamento. La chiusura di questo capitolo è stata la candidatura di Ancona capitale della Cultura in cui 4.300 cittadini si sono sentiti autorizzati a sottoscrivere questo obiettivo. Questa consapevolezza è stato il punto di arrivo. Da qui si riparte con quello che abbiamo fatto negli ultimi mesi: iniziare la costituzione di una governance turistica del territorio. All’interno di questa governance c’è il mondo del pubblico e delle università, che mette a disposizione le strutture e gli strumenti, e il mondo del privato, che antepone la soluzione al problema attraverso l’attivazione di una serie di reti e quindi è parte attiva del governo turistico del territorio. Ora riteniamo che, come Amministrazione, sia il momento giusto per costruire una “infrastruttura” e per intervenire su una serie di azioni fondamentali per creare il prodotto, per lavorare sul marketing e sui database, che devono essere a servizio di tutti, e infine sul monitoraggio. Questa è la governance a cui aspiriamo. Non ci dobbiamo limitare a dare una risposta alle persone che oggi hanno parlato ma metterci a sistema con queste persone, con la consapevolezza che il turismo non crea solo un valore economico, ma anche un valore civile: il fatto di voler accogliere gli altri ci rende migliori all’interno della nostra città”.

“Abbiamo voluto operare – ha spiegato Sandro Giorgetti, responsabile del Social Media Team della Fondazione Marche Cultura – con la logica di mettere ordine tra l’esistente e gli studi realizzati. In questo senso stiamo progettando un sistema di comunicazione integrata, che mira alla armonizzazione della comunicazione del sistema turistico. Avremo un brand book, che sarà un riferimento per la realizzazione di tutti i materiali e saranno elaborate linee guida per la comunicazione. Questa è la base su cui si costruisce una destinazione turistica che sappia riconoscersi in un solo brand. Metteremo poi a disposizione il nostro Osservatorio digitale sul turismo per indagare sullo stato di alfabetizzazione digitale del comparto, per poi partire con la formazione a vari livelli. Pianificheremo poi la campagna promozionale on line, per finire con una attività di influencer marketing, lavorando, dunque, con una prospettiva di medio termine”.

Nel corso dell’incontro è stata data agli operatori una prima descrizione del nuovo sito che sarà presentato nei primi giorni di giugno. “Il sito – ha anticipato Carlotta Carucci di Vanilla Marketing, la società anconetana che si è aggiudicata il bando per la realizzazione – avrà due anime: sarà un raccoglitore di tutto quello che c’è da vedere in città, ma proporrà anche esperienze e indicazioni di tipo tematico, che saranno variabili anche in base alle stagioni dell’anno. La sfida è stata quella di renderlo il più leggero, facile e immediato possibile”.

“Adesso – ha concluso la dirigente del servizio Turismo Roberta Alessandrini – la parola chiave è “lavoro di squadra”. Questo è il momento giusto per Ancona, per creare un contatto con la città, un legame emotivo. Il sito internet, per esempio, dovrà essere popolato dalla città e dagli operatori. L’edicola, che ospita lo IAT, è già un luogo di scambio, dove la città comunica, si confronta e si muove”.

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