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Pronti 415mila euro per la promozione degli ecosistemi del Conero

Coinvolti i Comuni di Ancona, Numana, Sirolo e Camerano

Panorama del promontorio del Monte Conero e delle sue campagne

Si è concluso l’iter di assegnazione dei fondi per il bando Habitat della Fondazione Cariverona, che ha visto il Comune di Ancona concorrere, come capofila di una serie di partner pubblici e privati, con il progetto SISTEMA – la cura ambientale come leva di sviluppo sostenibile, della fondazione Cariverona.

Al progetto sono stati assegnati 415 mila euro per la tutela, promozione e valorizzazione degli ecosistemi terra-mare di Ancona e del Parco del Conero, volàno per la crescita di comunità sostenibili, inclusive e innovative.

Protagonisti insieme con Ancona, i Comuni di Camerano, Numana e Sirolo, parte attiva della interconnessione città-Conero-mare che il progetto intende valorizzare e tutelare contribuendo al radicamento di una consapevolezza diffusa dell’importanza delle aree naturalistiche che impreziosiscono e arricchiscono il territorio. Il Promontorio del Conero, infatti è ricompreso interamente nel Parco Naturale Regionale ed è interessato dalla presenza di vari siti terrestri e marino-costieri riconosciuti nella rete UE Natura 2000.

Esprime soddisfazione per il risultato raggiunto l’assessore dorico all’Ambiente Michele Polenta, che spiega: “la Direzione Ambiente del Comune di Ancona ha sviluppato, negli ultimi anni, molte iniziative legate alla tutela del proprio territorio a partire dal Pia (Progetto Inquinamento Ancona), alla imminente progettazione delle vasche di prima pioggia, necessarie per evitare la fuoriuscita dagli scolmatori delle acque reflue durante le cosiddette bombe d’acqua, all’aggiudicazione del progetto Europeo ECOMAP con il quale si andranno a finanziare attrezzature per aspirare i liquami dai WC nautici delle imbarcazioni di Marina Dorica così da evitare che i diportisti scarichino in mare, con l’intento di costruire una comunità sostenibile in ogni dimensione del suo esistere. SISTEMA si inserisce a pieno titolo in questo percorso di esperienze e competenze.

Una grossa fetta del contributo sarà girata all’Ente Parco del Conero, sul quale il Comune di Ancona, nella logica di credere in maniera convinta nella valorizzazione di un territorio così importante come quello del Parco, ha deciso di investire importanti risorse per sviluppare progettualità legate alla valorizzazione del suo territorio agricolo attraverso innovative tecniche colturali. Si vuole introdurre un nuovo approccio all’agricoltura che si prefigge di superare quello stato di declino della fertilità dei suoli caratteristico dell’agricoltura “moderna”. Nel corso del Progetto si attueranno in combinazione pratiche agricole prive di sostanze chimiche come i pesticidi e i diserbanti, una ampia rotazione colturale per un corretto apporto ai terreni di sostanza organica, utilizzo di tecniche innovative di minima lavorazione dei terreni in abbinamento a colture di copertura annuali e poliennali che concorrono agli obiettivi del contenimento delle specie infestanti. Questo progetto risponde a pieno titolo all’atto di indirizzo approvato dal Consiglio Comunale di Ancona che impegnava la Giunta comunale ad intraprendere azioni per promuovere sul territorio del Parco del Conero iniziative a sostegno di una agricoltura biologica priva di sostanze chimiche.

Un’altra importante quota di contributo sarà gestita dal CNR-Irbin. E’ infatti previsto un primo intervento direttamente in mare con il coinvolgimento di un campione di imbarcazioni della piccola pesca, incentivando l’adozione di pratiche o attrezzi da pesca sempre meno impattanti sull’ambiente, con il supporto di evidenze scientifiche grazie alle competenze di cui il partenariato proponente dispone. Contestualmente si prevede di operare una campagna di sensibilizzazione e coinvolgimento diretto degli operatori della piccola pesca con lo scopo di favorire la penetrazione delle pratiche e tecniche proposte, fino alla persuasione degli operatori circa i vantaggi del loro utilizzo”.

Per il Sindaco di Sirolo Filippo Moschella questo è “l’ennesimo tassello che gli Enti territoriali della Riviera del Conero avranno la possibilità di inserire nell’offerta turistica, puntando senza indugi verso il turismo ecosostenibile di qualità a contatto col mare, il monte e la campagna, aumentando, nel contempo, la qualità delle produzioni locali biologiche e la resilienza del territorio, anche per contrastare i cambiamenti climatici dovuti al riscaldamento globale”.

In base alla progettualità presentata, saranno potenziate le reti collaborative tra piccoli produttori agricoli e tra pescatori, sarà rivalutata la filiera della pesca artigianale locale, coinvolgendo la rete della ristorazione e il commercio e acquisto solidale dei prodotti agricoli a Km 0 e del pescato a Miglio nautico 0, saranno diffuse le pratiche ecologiche di gestione dei suoli, delle acque, delle colture a terra e in mare, saranno potenziati i sentieri e le ciclovie per la tutela ambientale e l’ecoturismo, le reti di accoglienza e promozione attraverso iniziative esperienziali nei contesti produttivi locali. Al lavoro, assieme ai Comuni citati, all’ASSAM, all’ARPAM, all’Ente Parco del Conero, al CNR-Irbi, al Consorzio operatori turistici della Baia di Portonovo, all’Associazione turistica Riviera del Conero e Colli dell’Infinito, ci saranno diverse realtà, scolastiche, socioculturali e del terzo settore: CSV Marche, Sineglossa, H.O.R.T., CAI sezione di Ancona, Edulife, Casa delle Culture, Schola Nova, Museo Omero, Istituto superiore ISTVAS di Ancona, Arci Propolis, Pepe Lab, Fondo Mole Vanvitelliana. Una filiera complessa e partecipata, dunque, dalla quale ci si attende anche lo sviluppo di nuove opportunità lavorative tarate sullo sviluppo di una nuova cittadinanza ecologica. Le azioni chiave per dare vita all’intero progetto saranno la mappatura delle fragilità, la creazione di percorsi di cura dell’ambiente partecipati da scuole e ragazzi e di percorsi pedonali terra-mare e terra-terra in collaborazione con organizzazioni di protezione ambientale e mondo del turismo, nonché l’attivazione di tre punti di formazione ed educazione ambientali dal carattere fortemente innovativo (Parco del Cardeto Varano, Spazio Parco). L’azione formativa, rivolta alle scuole ma non solo, si avvarrà del contributo di esperti del settore ambientale ma anche dell’antropologia, della sociologia, della scienza e della cultura, grazie alla collaborazione con alcuni dei festival del territorio e con una serie di progetti educativi già operativi (Festival KUM, percorso educativo PARLO ACQUA, ecc.).

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