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Falconara, appello all’Asur per il mantenimento in città della Radiologia

Inviata una lettera firmata dai rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil e dal sindaco Stefania Signorini

Radiologia

Un tavolo di lavoro che coinvolga Asur, amministrazioni comunali e parti sociali, per discutere del futuro della radiologia di Falconara e, più in generale, del livello dei servizi sanitari sul territorio. Lo chiedono, con una lettera congiunta, il sindaco di Falconara Stefania Signorini e i rappresentanti sindacali falconaresi di Cgil, Cisl e Uil, Patrizia Massaccesi, Alessandro Mancinelli e Sandro Bellagamba, che fanno fronte comune per tutelare presidi e servizi sanitari territoriali, in primis proprio il servizio di radiologia, che va mantenuto a Falconara.

La missiva è stata inviata nella mattinata di martedì 23 novembre, al direttore generale di Asur Marche Nadia Storti e al direttore dell’Area Vasta 2 Giovanni Guidi, con i quali da tempo è aperto un confronto per affrontare le varie carenze di cui soffre il distretto sanitario, dalla ginecologia del Consultorio ai medici di famiglia, per arrivare appunto al nodo della Radiologia. Questioni che sono state affrontate anche nell’incontro organizzato al Castello, dove il 22 scorso, su invito del sindaco Signorini, si sono incontrati i referenti dei servizi sanitari territoriali e i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil.

«C’è la necessità per questa città di mantenere attiva la Radiologia nel presidio di via Rosselli o comunque nel territorio di Falconara – si legge nella lettera – visto anche il grande bacino di utenza. Una qualsiasi decisione sul destino del servizio sul territorio falconarese implica talmente tanti risvolti in ambito privato e pubblico, che impone un confronto tra amministrazioni e parti sociali, tale da garantire un servizio imprescindibile per la comunità. Prima di prendere una decisione in merito – proseguono sindaco e rappresentanti sindacali – è necessaria una analisi dei costi e dei benefici in una accezione molto più ampia del mero calcolo matematico: l’interruzione di un servizio così importante per il territorio deve infatti passare per un esame scrupoloso della situazione, che tenga conto anche delle criticità legate al lungo periodo della pandemia e delle limitazioni alla mobilità degli utenti che ciclicamente vengono imposte, così come occorre tenere in considerazione le difficoltà di accesso ai servizi soprattutto per una popolazione soggetta ad un rapido invecchiamento quale quella falconarese».

Nella lettera viene fatto presente che alla sanità pubblica sono destinati fondi ingenti previsti dal Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza), per finanziare tra l’altro le Case della Comunità, di cui vanno definite la collocazione, la tipologia e la dotazione. Per questo viene auspicato l’avvio di un tavolo di lavoro che veda impegnati l’Asur, le parti sociali e i sindaci della comunità dell’Ambito territoriale sociale 12, di cui fanno parte Falconara (capofila), Agugliano, Camerata Picena, Chiaravalle, Monte San Vito, Montemarciano e Polverigi.

«Troppe volte i cittadini di Falconara sono stati fortemente penalizzati dalle scelte dell’Asur – conclude la missiva – che tra l’altro ha eliminato per 12 ore al giorno la Potes per il soccorso di emergenza, lasciando completamente scoperto il territorio falconarese. In generale le scelte sono state fatte dall’Asur senza coinvolgere la comunità, che nel tempo ha dovuto assistere a una lenta riduzione dei servizi». Amministrazione comunale e sindacati ribadiscono la volontà di tutelare il diritto alla salute dei cittadini.

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