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Inaugurato il nuovo anno accademico dell’Università Politecnica delle Marche

Il rettore Quagliarini: "Ateneo in crescita, attrattivo e sempre più riconosciuto"

Inaugurazione dell'anno accademico dell'Università Politecnica delle Marche

Si è svolta la mattina di mercoledì 1° aprile, presso l’Aula Magna “Guido Bossi” del Polo Universitario Monte Dago di Ancona, la Cerimonia di Inaugurazione dell’Anno Accademico 2025/2026 dell’Università Politecnica delle Marche, uno dei momenti più significativi per la comunità accademica e per il territorio.

L’evento si è aperto con i saluti delle Autorità: il Sindaco della Città di Ancona, Daniele Silvetti, e il Presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, che hanno sottolineato il ruolo strategico dell’Ateneo per lo sviluppo culturale, scientifico ed economico della regione.

A seguire, il Rettore Enrico Quagliarini ha pronunciato il discorso inaugurale, tracciando un bilancio dei risultati ottenuti e indicando le nuove sfide che attendono l’Università nel contesto nazionale e internazionale. “L’inaugurazione del nuovo Anno Accademico rappresenta un momento di grande significato per la nostra comunità – ha esordito il Rettore Quagliarini – e per il territorio che il nostro Ateneo serve. È l’occasione per riflettere sul ruolo dell’università in un tempo complesso, segnato da trasformazioni profonde, conflitti e rapide evoluzioni tecnologiche. L’Università Politecnica delle Marche è oggi un Ateneo in crescita, attrattivo e sempre più riconosciuto, come dimostrano l’aumento delle immatricolazioni, la forte presenza internazionale, gli ottimi risultati occupazionali dei nostri laureati e il posizionamento nei principali ranking. Questi traguardi sono il frutto di un lavoro collettivo e rappresentano una base solida su cui costruire il futuro. Vogliamo rafforzare ulteriormente la qualità della didattica e della ricerca, ma anche rendere sempre più concreto il diritto allo studio, ampliando servizi, opportunità e strumenti di inclusione, pensiamo anche al lifelong learning, affinché nessuno resti indietro. In un contesto in cui l’informazione è immediata ma non sempre consapevole, l’università deve essere il luogo del pensiero critico, della riflessione e della comprensione della complessità. L’università non ferma le guerre, ma ha il dovere di formare le coscienze che un giorno dovranno evitarle. Allo stesso tempo, siamo chiamati ad accompagnare le grandi trasformazioni, a partire dall’intelligenza artificiale, anche grazie al rafforzamento della collaborazione con il CINECA, uno dei principali centri di supercalcolo a livello mondiale, partner strategico per lo sviluppo delle infrastrutture digitali e della ricerca avanzata. Vogliamo essere un Ateneo protagonista nello sviluppo del territorio – conclude il Rettore – contribuendo alla competitività del sistema produttivo, all’attrazione dei giovani e alla valorizzazione della nostra Regione Marche, anche di fronte alle attuali sfide demografiche e sociali. Il nostro impegno è costruire un’università sempre più aperta, inclusiva e internazionale, capace di dialogare con le istituzioni e con il mondo del lavoro. Perché prendersi cura dell’università significa, oggi più che mai, prendersi cura del futuro.”

Sono poi intervenuti il Direttore Generale, Alessandro Iacopini, e la Presidente del Consiglio Studentesco, Sabrina Brizzola, portando rispettivamente la visione gestionale e la voce della componente studentesca.

“Le università pubbliche – ha ricordato il Direttore Generale Alessandro Iacopini – rappresentano una delle istituzioni in cui cittadine e cittadini ripongono ancora un elevato livello di fiducia; un patrimonio che per noi si traduce in un mandato da onorare con responsabilità quotidiana. Pur richiamando le sfide strutturali del sistema, il Direttore ha sottolineato il valore concreto che un ateneo genera per il proprio territorio in termini di innovazione, competenze e opportunità. Ha infine evidenziato come la capacità di affrontare il cambiamento con metodo e visione resti la cifra distintiva di un’istituzione che sceglie di contribuire attivamente a dare forma al proprio futuro”.

“Gli Atenei italiani stanno attraversando una crisi profonda – ha affermato la Presidente del Consiglio Studentesco Sabrina Brizzola – mentre il contesto geopolitico che ci circonda diventa ogni anno più complesso e preoccupante. In questo scenario, la nostra generazione sente con forza il bisogno di essere ascoltata, e il ruolo delle università è più che mai centrale. Vi chiedo di essere al nostro fianco: non solo al mio, ma accanto ai 18 mila studenti dell’UNIVPM che oggi ho l’onore di rappresentare”.

Momento centrale della cerimonia è stata la consegna del Sigillo di Ateneo alla studentessa Elena Grassi, insignita dell’onorificenza per essersi distinta in un gesto di straordinario senso civico. Elena Grassi è intervenuta con coraggio, competenza e grande lucidità contribuendo in modo determinante a salvare la vita di una donna colpita da arresto cardio‑circolatorio. Grassi ha messo in pratica le manovre salvavita apprese durante il corso “BLSD – Basic Life Support Defibrillation”, offerto a tutte le studentesse e a tutti gli studenti della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’UnivPM, all’interno del Modulo Didattico “Principi di Assistenza alla Persona in Situazioni di Emergenza”.

La cerimonia si è conclusa con la prolusione del Presidente CINECA, Francesco Ubertini, dal titolo “Tecnologie digitali e nuova rivoluzione: siamo pronti?”. Un intervento che ha offerto un’ampia riflessione sull’impatto delle innovazioni digitali nel futuro della società, approfondendo le responsabilità e le opportunità per il mondo universitario in una fase di trasformazione accelerata. “Il tema può essere affrontato da diverse prospettive, tutte egualmente rilevanti e attuali: etica, filosofica, giuridica, antropologica, geopolitica, economica – ha esordito il prof. Ubertini – io ho provato a dare un taglio più tecnico, condividendo alcune riflessioni legate alla mia esperienza personale come Rettore prima e Presidente di Cineca poi”. L’intervento è stato articolato in quattro passaggi. “Il primo passaggio – afferma Ubertini – è di contesto, sulla rivoluzione in atto, caratterizzata da una velocità senza precedenti alla quale non siamo preparati perché decisamente superiore ai nostri tempi di adattamento e comprensione. Il secondo passaggio è sulla potenza di calcolo, uno dei tre ingredienti fondamentali di questa rivoluzione insieme ai dati e alle competenze, e si concentra sull’infrastruttura di supercalcolo italiana, la più grande infrastruttura pubblica in Europa per ricerca e innovazione. Un’infrastruttura per metà europea e per metà italiana grazie al supporto del MUR, per un investimento complessivo dal 2022 ad oggi di un miliardo di euro. Il terzo passaggio è sull’impatto per le imprese e il futuro della competitività dell’Europa, che non può prescindere da un recupero di sovranità tecnologica. Infine, il quarto e ultimo passaggio si concentra sul ruolo e la responsabilità dell’Università nell’interpretare il presente per orientare il futuro e guidare il cambiamento e, in particolare, sull’attenzione alla formazione delle nuove generazioni. Lavorare insieme, a livello di sistema, tra Università e tra Università e imprese è l’unico modo per affrontare la sfida che ci attende”.

L’accompagnamento musicale è stato curato dal Coro Studentesco UNIVPM, diretto dalla Maestra Laura Petrocchi, che ha eseguito alcuni brani, contribuendo alla solennità dell’evento.

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