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La CNA contro l’outlet a Marotta: effetti negativi anche a Senigallia e in provincia

"Politica incosciente" secondo Santini: "l'interesse di pochi mette in discussione il futuro di molti"

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Progetto dell'outlet "Villaggio Grandi Firme" a Marotta

Anche la Cna provinciale di Ancona si schiera apertamente contro l’ipotesi di un outlet a Marotta. E lo fa alzando gli scudi sul Villaggio Grandi Firme oltre il fiume Cesano, dichiarandosi ben consapevole che gli effetti si sentiranno in tutta la provincia di Ancona, a cominciare dal comune di Senigallia.

Siamo sfavorevoli alle cattedrali che desertificano il tessuto imprenditoriale nato dalla faticosa iniziativa di centinaia di imprenditori, che verranno spazzati via in un raggio di centinaia di chilometri – dice il direttore Cna Massimiliano Santini –. Abbiamo già avuto modo di esprimere la nostra ragionevole contrarietà ad un progetto di antropizzazione commerciale a dir poco discutibile per tante ragioni, a cominciare dalla ovvia cannibalizzazione di tante piccole attività di vicinato, già piegate dalla crisi che persiste e ulteriormente penalizzate da una scelta politica inconsapevole e incosciente che andrà, domani, a cambiare le regole commerciali e le direttrici dei consumi“.

Massimiliano SantiniOra è lecito chiedersi – rimarca Santini – quante promesse infrastrutturali e occupazionali sono state barattate per bilanciare il progressivo depauperamento dell’entroterra a monte dell’opera, con la perdita delle abitudini commerciali intimamente legate al circuito del benessere di un territorio, la chiusura di tante piccole imprese, l’abbandono della vita sociale nei centri cittadini e nei centri commerciali più piccoli, che soccomberanno di fronte al principio del pesce grosso che mangia quello piccolo“.

Cna ricorda poi che già, nella provincia di Ancona, in particolare nella zona sud, la densità della Gdo è tra le più alte d’Italia. “Diciamo basta – conclude Santini – a questa logica di omologazione del territorio, che passa anche per questi esempi di malagestione. La politica dovrebbe con coscienza e perizia saper riconoscere ciò che esalta l’interesse di pochi e ciò che mette, invece, in discussione il futuro di molti“.

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