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Caporalato nelle province di Ancona, Macerata e Pesaro Urbino: tre gli arresti

Circa 40 i lavoratori extracomunitari che sarebbero stati sfruttati nel corso degli ultimi due anni

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Indagini dei Carabinieri sul fenomeno del caporalato

Nei giorni scorsi, al termine di indagini condotte sin dal giugno del 2021, i Carabinieri dei comandi provinciali di Ancona, Pesaro-Urbino e Macerata hanno arrestato tre individui di nazionalità pakistana per sfruttamento del lavoro.

La vicenda aveva avuto inizio quando una pattuglia dei Carabinieri di Mondavio aveva fermato per dei controlli di routine un furgone con a bordo otto persone, le quali avevano dichiarato di essere di ritorno da una giornata trascorsa a lavorare in alcuni terreni agricoli della zona.

La successiva attività investigativa ha permesso di ricostruire la rete di sfruttamento messa in piedi dai tre arrestati, che si sarebbero approfittati di circa 40 stranieri extracomunitari, la maggior parte dei quali richiedenti asilo. Ai braccianti sarebbe stata corrisposta una paga di 5-6 euro l’ora, a fronte di un impegno giornaliero stimato in 10-12 ore di lavoro: nonostante i loro contratti sembrassero in apparenza regolari, infatti, essi erano costretti a riconsegnare una parte dello stipendio ai loro datori di lavoro. Quest’ultimi fornivano ai lavoratori delle strutture fatiscenti dove alloggiare, dietro pagamento di un canone mensile di 150 euro.

I tre pakistani, che avevano la loro base operativa a Cupramontana e potevano contare su diversi alloggi semi-diroccati situati nel territorio di Cingoli, si trovano ora agli arresti domiciliari. Le forze dell’ordine hanno inoltre provveduto a sequestrare i veicoli utilizzati per il trasporto dei braccianti.

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