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Crac Banca Marche, esponenti Sel della Vallesina al fianco dei risparmiatori

Duro affondo di Sinistra Ecologia e Libertà nei confronti dell'operato del Governo, che avrebbe agito in maniera inappropriata

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A Civitavecchia Luigino ha deciso di andarsene, di abbandonare la lotta, di farla finita perché il dolore per aver perso i risparmi di una vita è stato insopportabile e, per lui, irrisolvibile.

A Pesaro una dipendente di Banca Marche che vendeva azioni e obbligazioni subordinate ai clienti viene minacciata telefonicamente dai risparmiatori, ormai all’esasperazione.

E’ questo il quadro a dir poco inquietante delineatosi a seguito della risoluzione partorita dal Governo, di concerto con Banca Italia, per salvare Banca Marche, Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio, CariChieti e Cassa di Risparmio di Ferrara.

Il salvataggio pubblicizzato dal premier come innovativo e quasi miracoloso ha portato, invece, all’azzeramento delle obbligazioni subordinate mettendo sul lastrico molti piccoli azionisti e, con loro, gli stessi dipendenti, capri espriatori di una mala gestione che, in verità, non ha nulla a che vedere con loro e con gli sforzi profusi nel tentativo di mantenere un rapporto fiduciario col territorio, con le tante famiglie, le tante imprese, i tanti clienti che cercavano costantemente conforto e sicurezza in una vicenda, fin da subito, rivelatasi drammatica.

Orbene è difficile anche per il nostro partito, Sinistra Ecologia e Libertà, e soprattutto per il Circolo Sel Jesi e Vallesina, territorio simbolo della crisi di Banca Marche sia da un punto di vista prettamente logistico, stante la sede della banca, sia per i riflessi economici riversatesi nella collettività, uscire allo scoperto ed esprimersi su circostanze così drammatiche.

E’ difficile poichè la crisi perdurante della politica e la sempre maggiore disaffezione da parte dei cittadini porta a pensare che qualsivoglia intervento da parte di una compagine politica sia strumentale e volto solo ad accaparrarsi consensi.

Noi non vogliamo fare come chi, cavalcando l’onda della disperazione col suo becero populismo si fa paladino di una crociata che non tutela né i risparmiatori né i lavoratori ma lascia spazio solo all’acredine e al rancore.

Buona parte della Politica e Istituzioni Regionali e Nazionali è stata assente o silente e in molti casi, ancora, si dimentica del ruolo fondamentale svolto dalla Banca delle Marche per il Territorio; noi sappiamo invece che il Territorio è più maturo di chi li governa e sa quanto sia importante la risorsa costituita dalla propria Banca.

Noi desideriamo manifestare la nostra più ampia vicinanza ai risparmiatori che si sentono, giustamente, depredati dei risparmi di una vita, accumulati con lavoro e sacrifici, e dei dipendenti che hanno pagato, anche loro, un prezzo alto con riduzioni di salario e peggioramento delle condizioni di lavoro.

Concordiamo in toto con Agostino Megale (Segretario Generale della Fisac Cgil Nazionale) quando afferma che i lavoratori bancari sono vittime della situazione: emettere le obbligazioni subordinate è stata una decisione dei top manager, del consiglio di amministrazione e della proprietà col beneplacito di Consob e Banca d’Italia. Queste ormai, ahimè famose, obbligazioni subordinate sono state emesse prima del commissariamento a riprova che la crisi è stata determinata dai banchieri e dai top manager che hanno agito per propri interessi portando al dissesto gli istituti nonostante i presunti controlli di società di revisione, Consob e banca d’Italia.

“Noi siamo profondamente convinti della necessità che le banche ritornino al servizio del paese e dei cittadini e non l’inverso, ovvero che il Paese sia al servizio dei banchieri e della finanza; ed è in questo senso che vogliamo che le risorse messe a disposizione oggi in Banca Marche siano destinate a dare credito alle Famiglie, alle Piccole e Medie Imprese e al Territorio”.

Il sistema finanziario così come prospettatoci anche in sede europea non funziona, va riformato radicalmente in quanto, sino ad ora, ha portato solo iniquità e colpito sempre le fasce più deboli di risparmiatori e lavoratori.

Già nel 2012 SEL si era unita al coro dei sindacati per evidenziare la gravissima situazione venutasi a creare con la crisi di Banca Marche, abbiamo lottato a loro fianco, abbiamo ascoltato le loro richieste e tentato, nel limite delle nostre possibilità, di ricercare soluzione.

E siamo qui anche oggi.

Siamo ancora a fianco di tutti coloro che hanno perso i propri risparmi, clienti e dipendenti, poiché noi siamo loro.

Noi siamo con la famiglia di Luigino a cui va tutto il nostro affetto e la nostra solidarietà, noi siamo la dipendente minacciata, noi siamo il piccolo risparmiatore arrabbiato.

“Vigileremo in ogni sede affinché l’attività di recupero crediti della cosiddetta Bad Bank con i suoi cospicui utili potenziali porti risorse ai territori; un attività delicata che i Lavoratori di Banca Marche possono gestire in forza delle competenze e delle professionalità che hanno maturato in questi anni.

Vogliamo risposte concrete e soluzioni immediate, non di facciata ma per noi gente comune, non per banchieri senza scrupoli o per  lobby finanziarie e politiche”.

 

da: Circolo Sel Jesi – Vallesina

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