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Montemarciano, 35enne in manette per associazione per furti nelle case di riposo

Nell'Operazione RSA in manette sei persone accusate di associazione per delinquere

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I Carabinieri della Compagnia di Senigallia, d’intesa con i colleghi di Stradella, hanno tratto in arresto un 35enne albanese, da qualche mese trasferitosi a Montemarciano, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Pavia.

Sei in tutto le persone colpite dal medesimo provvedimento cautelare. All’albanese di Montemarciano sono contestati 12 capi di imputazione per i reati di associazione per delinquere e furto aggravato.

Le investigazioni svolte dai Carabinieri lombardi hanno evidenziato la presenza di un sodalizio criminale dedito in particolare ai furti in pregiudizio di case di riposo. In particolare il 35enne ha partecipato alle scorribande delittuose con un ruolo pressoché di manovalanza. I fatti sono stati commessi nel periodo da febbraio a maggio, in varie località nelle province di Pavia e Alessandria.

L’indagine, si legge nel provvedimento, era partita nel territorio pavese, dal monitoraggio di un italiano, titolare di un’agenzia immobiliare e di un esercizio commerciale di “compro oro” che era referente del sodalizio nella ricezione e acquisto di una notevole quantità di preziosa refurtiva procuratagli dal gruppo criminale.

Il modus operandi della banda era abbastanza grossolano. Gli obiettivi da defraudare venivano sistematicamente violati di notte mediante l’utilizzo di piedi di porco e mazzette da muratore per forzare finestre ed inferriate, porte blindate, ed in qualche caso anche per smurare le casseforti. Oltre al denaro, diverse decine di migliaia di euro in contanti, e preziosi, la banda si accontentava di tutto pur di non andare “a vuoto”. Nei capi di imputazione si legge che erano state asportate anche: tre stecche di sigarette, un televisore da 40 pollici, una fotocamera, addirittura una bottiglia di brandy e generi alimentari.

All’inizio del mese di giugno, il 35enne albanese si era trasferito con la sua convivente nel territorio di Montemarciano, dove è stato catturato per essere poi trasferito nel carcere di Ancona Montacuto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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