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Bare dimenticate in aeroporto, ennesimo strazio per i familiari

Il feretro di Lorenzo Licciardi e degli altri due italiani deceduti in Bolivia non è stato imbarcato sul volo per l'Italia

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Lorenzo Licciardi

Un disguido, forse una dimenticanza, uno stop che di burocratico ha poco ma molto di irrispettoso. Le salme dei tre italiani deceduti in Bolivia lo scorso 30 agosto dopo un incidente in autobus, tra cui quella del 30enne di Marina di Montemarciano Lorenzo Licciardi, non sono state imbarcate sul volo da Buenos Aires, in Argentina, per l’Italia.

La notizia si è saputa solo nel pomeriggio di giovedì 4 settembre, quando la ditta di trasporti funebri che era andata a Fiumicino ha capito che il feretro di Lorenzo non era sul volo. Da lì l’avviso a un amico della famiglia Licciardi e quindi ai genitori del 30enne morto durante il viaggio dei suoi sogni.

Ora le bare rimaste in aeroporto in Argentina, da cui dovevano imbarcarsi per il rientro in Italia il 3 settembre, sono state messe su un volo previsto per la mattina di venerdì 5, ma non si è riusciti a confermare la data del rito funebre inizialmente prevista per sabato 6, ora posticipata a domenica 7 settembre alle 15.30 a Marina di Montemarciano, presso la chiesa di Santa Maria della Neve e San Rocco.

Un ulteriore strazio per la famiglia che, tramite il legale Giorgio Canali, ha fatto sapere di come l’episodio del mancato imbarco sia “vergognoso e irrispettoso“, e che ha dato seguito a una serie fittissima di telefonate tra il legale e l’ambasciata italiana in Bolivia, tramite il consolato italiano in Argentina.

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