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Maxi evasione fiscale, nei guai uno studio commercialista di Fabriano

Mancati versamenti per oltre un milione di euro: sequestrati immobili, auto e denaro

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Guardia di Finanza, 117, fiamme gialle

I militari della Guardia di Finanza di Fabriano hanno scoperto una maxi evasione fiscale realizzata da uno studio di noti commercialisti operanti nel fabrianese.

Dopo aver riscontrato l’esistenza di una contabilità di fatto inattendibile, poiché riportante soltanto una minima parte degli accadimenti economici e finanziari, le Fiamme Gialle hanno appurato un vero e proprio sistema evasivo attuato attraverso l’omessa registrazione e dichiarazione di una ingente quantità di fatture emesse a fronte di prestazioni di servizi, consistenti essenzialmente nella tenuta della contabilità di terzi.

La mancata registrazione veniva realizzata in modo originale, ovvero modificando la numerazione cronologica dei documenti, al fine di occultarne in tutto o in parte l’esistenza. Viceversa, detti documenti venivano contabilizzati e dichiarati legittimamente dagli inconsapevoli destinatari che, pertanto, usufruivano delle relative deduzioni fiscali.

L’attività svolta ha evidenziato in capo allo studio di consulenza ulteriori e numerosi comportamenti evasivi, quali ad esempio l’indebita deduzione di spese per l’utilizzo o l’acquisto di prestigiose autovetture ovvero il mancato o parziale versamento delle imposte risultanti dalle dichiarazioni fiscali: tutti comportamenti “singolari” se si considera la qualifica dei soggetti interessati (dottori commercialisti/tributaristi iscritti all’albo), certamente “esperti” in materia tributaria.
Al termine delle attività ispettive, è stata constatata un’evasione delle imposte pari a oltre un milione di euro, con conseguente denuncia all’Autorità Giudiziaria del responsabile dello studio.

Valutati gli esiti degli accertamenti nonché l’entità dell’evasione perpetrata, il G.I.P. di Ancona ha disposto il sequestro preventivo “per equivalente” di beni immobili e beni mobili registrati per un valore complessivo di oltre € 500.000, quote societarie per € 4.000 nonché disponibilità finanziarie per circa € 14.000, riconducibili alla persona indagata.

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