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Case fantasma, blitz della Finanza a Numana

Scoperti proprietari di immobili e un intermediario che evitavano di versare i contributi al fisco

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Guardia di Finanza, 117, fiamme gialle

Conclusa dalla Guardia di Finanza di Ancona un’attività investigativa nel settore delle locazioni immobiliari, che ha fatto emergere una sottrazione di materia imponibile ai fini delle imposte dirette per oltre 600.000 euro da parte di un agente immobiliare e di trenta proprietari di case destinate alle locazioni estive nel comune di Numana.

In dettaglio, le Fiamme Gialle del Gruppo di Ancona hanno segnalato all’Agenzia delle Entrate un mediatore che, attraverso due locali società immobiliari, gestiva un consistente numero di appartamenti destinati a vacanzieri provenienti da ogni parte d’Europa, che ogni anno affollano la bellissima riviera del Conero.

L’evasione fiscale contestata all’agente è relativa a ricavi non dichiarati per oltre 400.000 euro e ad una corrispondente imposta sul valore aggiunto pari a circa 70.000 euro, calcolata sulla base delle risultanze delle indagini finanziarie nonché dell’esame della copiosa documentazione reperita in sede di intervento, da cui sono emerse le provvigioni percepite in nero dal mediatore.

Lo sviluppo investigativo degli elementi così acquisiti, anche tramite opportuni incroci eseguiti con l’ausilio delle banche dati in uso al Corpo, ha poi consentito di accertare che 30 proprietari di immobili, residenti nella provincia di Ancona, hanno sottratto alle casse dell’Erario le imposte dovute a fronte di circa 200.000 euro percepiti quali canoni di locazioni.

In particolare, i Finanzieri del capoluogo dorico hanno accertato che alcuni proprietari di appartamenti concessi in locazione dichiaravano al Fisco solo una minima una parte degli introiti percepiti mentre altri si limitavano ad indicare sul proprio modello unico la rendita catastale dell’immobile, senza pagare quindi alcuna imposta sui redditi conseguiti.
Il caso più singolare è quello inerente una proprietaria di una decina di appartamenti, la quale dichiarava poche migliaia di euro a fronte di circa 40.000 euro di redditi da fabbricati. La maggior parte dei proprietari ha già avviato le procedure di adesione per sanare la propria posizione nei confronti dell’Amministrazione finanziaria.

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