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Immigrazione clandestina e truffa: maxi operazione tra Ancona e Fabriano

Custodie cautelari, sequestri e perquisizioni da parte di Polizia e Guardia di Finanza per smantellare un'associazione a delinquere

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Auto della Polizia 113

Dalle prime ore di mercoledì mattina, 8 giugno, è scattata un’operazione congiunta della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza di Ancona, denominata “Easy Job”, nei confronti di un’associazione a delinquere. Il blitz effettuato all’alba ha permesso di arrestare tre persone, smantellando così una banda che favoriva l’immigrazione clandestina o la permanenza illecita nel territorio italiano di circa 400 stranieri. La stessa banda si occupava poi di truffe ai danni dello Stato attraverso l’indennità di disoccupazione, per un danno quantificato in circa 650mila euro.

L’indagine è nata grazie al ricongiungimento di due distinti procedimenti da parte del Commissariato di Polizia di Fabriano e della Tenenza della Guardia di Finanza della stessa città.
L’anomalo flusso di cittadini extracomunitari che, per rinnovare od ottenere il permesso di soggiorno, presentavano buste paga emesse da poche e ben individuate aziende ha destato i primi sospetti nei poliziotti fabrianesi. Allo stesso tempo i finanzieri si occupavano di un altrettanto anomalo numero di richieste di indennità di disoccupazione provenienti da cittadini, extracomunitari e non, che erano stati assunti solo poco tempo prima e sempre dalle stesse aziende.
Lo sviluppo delle rispettive indagini – coordinate dalla Procura della Repubblica di Ancona, nello specifico dal sostituto procuratore Ruggiero Dicuonzo – ha poi condotto gli investigatori verso gli stessi soggetti: si tratta di un consulente del lavoro di Fabriano e di una coppia con numerosi precedenti penali e di polizia per droga, truffa, falso e associazione a delinquere. Le ordinanze di custodia cautelare sono state emesse dal gip del tribunale dorico Carlo Cimini.

La banda era attiva dal 2013 e si avvaleva di circa 13 aziende, per lo più inattive e intestate a prestanome: il meccanismo prevedeva che venissero assunti cittadini extracomunitari, che utilizzavano le relative buste paga per ottenere il rinnovo oppure la concessione del permesso di soggiorno. Una volta maturati i requisiti di legge, poco tempo dopo l’assunzione, i finti lavoratori venivano licenziati e presentavano domanda per il riconoscimento delle indennità di disoccupazione. Anche alcuni cittadini italiani hanno approfittato di questo “modello” per percepire quindi somme non dovute dall’Inps. In totale sono state denunciate 398 persone: per 13 di loro è stata anche contestata l’associazione a delinquere.
Numerose le perquisizioni eseguite da finanzieri e poliziotti presso le abitazioni dei denunciati, sparse su tutto il territorio nazionale.

Il danno per le casse dello Stato è quantificato in circa 650mila euro riferiti alle indennità di disoccupazione illecitamente erogate, ma ammonta a oltre 1 milione di euro il danno per l’evasione fiscale sui contributi mai versati ed indebitamente riconosciuti a seguito dei contratti di lavoro fittizi.
Sono attualmente ancora in corso diversi sequestri per ottenere il recupero (per equivalente) delle somme derivanti dalla maxi-truffa.

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