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Cannabis terapeutica, via alla sperimentazione in provincia di Ancona

Pronte le farmacie dell'anconetano: serve la richiesta del medico per i medicinali a bassa concentrazione di principio attivo

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Cannabis per uso terapeutico

Cannabis terapeutica, le farmacie della Provincia di Ancona sono pronte per soddisfare le esigenze dei pazienti. Con l’avvio nelle mese di gennaio della vendita di farmaci a base di canapa indiana prodotta in Italia – e il conseguente clamore mediatico – Federfarma Ancona ha pensato bene di fare chiarezza sul punto e dare informazioni precise anche per evitare facili fraintendimenti tra i cittadini.

Anzitutto va specificato che la sostanza utilizzata ha una bassa concentrazione di principio attivo (pari al 10% di Thc) e che non è in grado di sviluppare effetti psicotropi. La cannabis potrà essere impiegata nel trattamento di dolori cronici, oncologici, anoressia e altre patologie del dolore, spastiche o di stimolazione dell’appetito. La prescrizione di un professionista o del medico di famiglia è obbligatoria. Nelle Marche l’erogazione gratuita – quindi a carico del sistema sanitario regionale – è limitata alla farmacie ospedaliere.

«La cannabis avrà una gestione del tutto simile agli altri stupefacenti – spiega Luigi Galatello, presidente di Federfarma Ancona – La farmacia allestirà le prescrizioni mediche, in cartine o vaporizzate per inalazione, a seconda della quantità e delle dosi stabilite dal medico, seguendo un rigido protocollo a tutela della salute pubblica. Sicuramente non si tratta di un prodotto che consiglieremo noi ma che sarà indicato da uno specialista».

Dalla categoria questa apertura è vista come un’opportunità. «Per noi è una specie di ritorno al passato – sottolinea Galatello – a quando il farmacista aveva anche il compito di trasformare il principio attivo, attività che negli anni è stata sostituita dall’industria farmaceutica. Un ruolo rimasto tra le nostre competenze che ora torna fuori. Professionalmente si tratta di gestire la sostanza al pari di tutte quelle che necessitano particolari attenzioni, dando risposta alle esigenze di salute pubblica e garantendo standard di qualità elevati. La coltivazione di cannabis? Personalmente sono favorevole al recupero di una pianta molto utilizzata in passato in svariati settori, soprattutto tessile, e poi demonizzata. Anche in campo alimentare i semi sono ricchi di proteine, di amminoacidi essenziali e possono sostituire la carne o il pesce in un quadro nutrizionale».

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