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Si celebra anche ad Ancona la Giornata mondiale contro l’Aids

"Gli operatori lavorano tutto l'anno per fare fronte a questo virus, per il quale il vaccino non è stato mai trovato"

Giornata mondiale Aids

E’ un dramma nel dramma quello che stanno vivendo da marzo i malati di AIDS, sigillati nelle loro abitazioni e nelle case di rifugio, con la angoscia di essere facili preda del virus nella loro condizione di immunodepressi. Un anno, quella della pandemia che tra l’altro ha messo sotto traccia altre problematiche socio sanitarie gravi, quali l’HIV identificato negli anni Ottanta del secolo scorso e oggetto di una Giornata mondiale dedicata, il 1° dicembre, dal 1988. La riduzione del personale sanitario per motivi di sicurezza, la necessità di dotarsi di dispositivi di protezione individuale e altre disposizioni legate all’emergenza hanno messo in difficoltà strutture più che collaudate che accolgono gli ammalati, come “il Focolare”, alle porte di Ancona, gestito dalle Opere Caritative Francescane, che pure ha risposto alla sfida con grande efficacia e capacità di adattamento, continuando a svolgere attività di informazione e prevenzione.

La testimonianza del responsabile della casa alloggio, Luca Saracini, del dott. Paolo Meli Presidente del Coordinamento italiano Case Alloggio Hiv/Aids in collegamento da Bergamo, del dott. Andrea Giacometti Direttore SOD Clinica Malattie Infettive degli Ospedali Riuniti di Ancona, del dott. Luca Butini Dirigente SOD Immunologia Clinica Ospedali Riuniti di Ancona e Presidente Anlaids, di Simone Breccia Direttore Caritas Diocesi Ancona-Osimo, di Alessandra Baldini Ufficio Città Sane Oms Comune di Ancona e di Roberto Giachi in rappresentanza degli operatori dell’Unità di Strada Informabus del Comune di Ancona sono state rese nel corso evento in diretta streaming dal titolo Virus Versus Virus, ospitato presso l’Informagiovani di Ancona, con la conduzione di Paolo Petrucci, Opere Caritative Francescane e Maurizio Socci E’TV e con il supporto tecnico del gruppo teenformo.it composto da giovanissimi volontari . Ospite d’onore, Elisa Di Francesca campionessa olimpionica di scherma (fioretto).

L’iniziativa è stata proposta dal Comune di Ancona e Rete Città Sane in collaborazione con l’ANLAIDS, con le istituzioni e associazioni già citate, come occasione di confronto, scambio sensibilizzazione e informazione per sottolineare come sia essenziale il ruolo della prevenzione, insieme al valore di una rete territoriale capace di intercettare precocemente il bisogno e sostenere le fragilità.

Ad aprire i lavori l’Assessore ai Servizi Sociali e Sanità – Città Sane Emma Capogrossi, che ha sottolineato quanto sia importante – in un anno segnato da una emergenza sanitaria monotematica – “non perdere di vista problematiche quali quella del HIV. Gli operatori lavorano tutto l’anno per fare fronte a questo virus, per il quale il vaccino non è stato mai trovato, né una cura risolutrice, e perciò è necessario portare avanti tutti uniti l’opera di informazione e prevenzione, che è l’unico strumento per evitare il contagio. Sono 35 milioni le persone morte negli anni per AIDS e il dato che ancora colpisce – oltra alla diagnosi tardiva – è che ad ammalarsi sono prevalentemente i giovani al di sotto dei 30 anni. Come Amministrazione continuiamo con i nostri servizi di prossimità in piedi da tanto tempo, come l’INFORMABUS l’unità di strada che da diciassette anni percorre le piazze di Ancona per intercettare i giovani sul territorio e informarli dei danni causati da comportamenti a rischio e per promuovere corretti stili di vita. Parlare di sesso e malattie sessualmente trasmissibili è ancora argomento tabù, e dobbiamo ancora lavorare su questo e sullo stigma sociale.”

A diffondere i dati dell’Istituto Superiore Sanità – in collegamento con gli specialisti e dirigenti medici- l’immunologo dott. Butini e l’infettivologo dott. Giacometti – Paolo Petrucci, responsabile prevenzione delle Opere Caritative francescane: 2.531 sono state le nuove diagnosi dello scorso anno (2019); 4,2 nuovi casi ogni 100.000 persone. Una flessione rispetto all’anno precedente, che si evidenzia in particolare nelle Marche, regione che si colloca al di sotto della media nazionale con 3,4 nuovi casi su 100.000 persone. Nelle Marche sono stati 56 i nuovi casi, contro i 62 del 2018, i 93 del 2017 e i 116 del 2016. Un trend migliorativo dunque nella regione che però non deve affatto indurre ad abbassare la guardia, anche perché – come anticipava l’assessore- la fascia più colpita è quella 25-29.

A differenza degli anni precedenti, sul piano globale, tornano in aumento i casi di HIV tra persone omosessuali (maschi) che si collocano al 50% rispetto agli eterosessuali, mentre risultano praticamente azzerati i casi di trasmissione da siringhe e nel corso della gestazione.

Più colpite anche nel nostro Paese le zone metropolitane, come Milano, Torino, Genova, Roma, Napoli dove transitano più persone e più facilmente possono avvenire incontri (non protetti). Oltre il 60% le diagnosi tardive, un segno che ancora oggi non esiste un livello di consapevolezza tale da mettersi nelle condizioni di accedere alle cure non appena sviluppato il contagio, o il sospetto di avere corso il rischio di contrarre il virus.

L’appello, pertanto, è quello di rivolgersi a strutture idonee, quali Consultorio, Informabus, Anlaids, strutture sanitarie, superando lo stigma sociale.

E un appello anche a sostegno de Il Focolare e per sostenere le campagne di sensibilizzazione, seguendo le indicazioni sul sito www.cfmarche.it e donando il 5×1000 alle opere caritative francescane, e sostenendo l’Anlaids, l’associazione che dal 1985 si adopera per fermare la diffusione del virus HIV e l’AIDS.

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