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Montemarciano, arrestato pregiudicato sospettato di appartenere alla camorra

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Giovanni RomanoI Carabinieri della Compagnia di Senigallia – in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare disposta dal Tribunale di Napoli e nell’ambito delle operazioni coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia condotte dai Carabinieri del Comando Provinciale della città campana – hanno tratto in arresto alle 2 del mattino di venerdì 5 luglio a Montemarciano (An) il pregiudicato Giovanni Romano, detto “Maccarone”, ritenuto elemento di vertice del clan camorristico “Marfella”.


Il clan Marfella è egemone assieme al clan “Lago” nel quartiere partenopeo di “Pianura” ed è a questo militarmente contrapposto: in particolare nelle ultime settimane nella zona la tensione tra i vari gruppi camorristici appare particolarmente elevata con l’omicidio di un uomo ritenuto dagli inquirenti legato al clan “Lago” e una possibile intimidazione subita dallo stesso “Marfella”, al momento per gli investigatori “alla finestra” nel conflitto in corso.

L’applicazione cautelare disposta dal Tribunale del capoluogo campano ha riguardato complessivamente ben 23 persone.

Romano, 39 anni, residente a Montemarciano, è ritenuto dall’Autorità Giudiziaria responsabile di aver costituito un’associazione camorristica integrata nello storico clan “Marfella”: sfruttando intimidazioni ed omertà, questa sarebbe finalizzata a compiere reati contro la persona ed il patrimonio (tentati omicidi, estorsioni, e spaccio di sostanze stupefacenti), e ad acquisire il controllo delle attività commerciali nel quartiere “Pianura” di Napoli, contrastando il clan rivale “Lago”.

Il “Marfella” è ritenuto dalle forze dell’ordine un clan armato, avendo la disponibilità di armi sia comuni che da guerra.

Il provvedimento restrittivo che ha colpito Romano – spiegano i Carabinieri della Compagnia di Senigallia comandati dal Capitano Lorenzo Marinaccio – trae origine da un’attività investigativa (partita nel 2009) condotta su tre binari paralleli: le rivelazioni di collaboratori di giustizia della zona di Pianura; le dichiarazioni di alcune persone (parti lese e non) e gli esiti delle attività tecniche – come intercettazioni ambientali e telefoniche – condotte dai Carabinieri“.

Leintercettazioni – aggiungono i Carabinieri – hanno consentito – tra le altre cose – di approfondire aspetti salienti dell’organizzazione, quali la gestione del denaro e la redistribuzione dei proventi illeciti tra i singoli associati mediante il pagamento di stipendi, l’esistenza di sistemi di protezione dei capi dell’organizzazione attraverso la creazione di scorte armate e giubbotti antiproiettili, confermando, inoltre, la disponibilità di armi da parte di singoli appartenenti“.

Già nel 2009 Giovanni Romano avrebbe frequentato il territorio e in particolare Senigallia, venendo localizzato assieme ad altri appartenenti al clan; l’arrestato avrebbe utilizzato autovetture che a suo dire – precisano i Carabinieri – sarebbero appartenute al “sistema“, cioè al gruppo criminale.

di Redazione

Redazione Ancona Notizie
Pubblicato Venerdì 5 luglio, 2013 
alle ore 13:25
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