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Oltre 20mila occupati nelle cooperative delle Marche

Celebrata ad Ancona la 95esima Giornata internazionale delle coop, summit sui valori fondanti di ieri e di oggi

Celebrata ad Ancona la 95esima Giornata internazionale delle cooperative

Le cooperative non lasciano indietro nessuno. E’ questo il tema della 95 esima Giornata internazionale delle cooperative che nelle, Marche, si traduce concretamente in numeri come 24 mila occupati e 350 mila soci. Persone che, insieme, lavorano a favore dell’inclusione sociale nelle 900 imprese che aderiscono all’Alleanza delle Cooperative Italiane regionale. I valori della Giornata e il ruolo che il modello cooperativo ha nel combattere la diseguaglianza, è stato spiegato in una conferenza stampa che si è svolta nella sede di Legacoop Marche ad Ancona, contribuiscono a operare ogni giorno contro la disparità sociale e dei redditi.

“In un momento in cui la diseguaglianza dei redditi sta aumentando in tutto il mondo – si legge nel messaggio per la Giornata internazionale, presentato alla stampa -, è bene ricordare che esistono soluzioni. Il modello cooperativo è il primo tra queste soluzioni”. Le cooperative, ha detto Stefano Burattini, presidente Alleanza Cooperative Marche e di Agci Marche, “si distinguono come forma d’impresa economica di partecipazione democratica dei soci perché ognuna di questa impresa è incentrata sulle persone e non sul capitale. La cooperazione ha sempre svolto un ruolo per riallacciare i fili che la crisi ha rotto e, attraverso i principi di mutualità e solidarietà, garantisce occupazione e dignità permettendo l’accesso alla creazione di ricchezza e alla soppressione della povertà”.

La cooperativa, ha sottolineato Patrizia Barbaresi, vicepresidente di Legacoop Marche, “è già, per sua natura, inclusione sociale in quanto società di persone. E’ un’opportunità per chi vuole creare un’azienda in tutti i settori di beni e servizi, pur non avendo a disposizioni capitali. Nella sua distintività, la cooperativa vive con concretezza il dato reale della partecipazione e questo lo è ancora di più quando ad affrontare questo percorso sono i giovani o le donne”. Michele Altomeni ha raccontato dell’esperienza della cooperativa sociale Gerico, che si occupa di recupero e valorizzazione umana e lavorativa di persone con fragilità psichica, “anche con la volontà di realizzare forme di economia che abbiano valori etici, civili e sociali”.

“Noi sappiamo fare i cooperatori – ha affermato Massimo Stronati, presidente di Confcooperative Marche – e lo sappiamo fare bene affrontando tanti mercati differenziati, dall’agroalimentare ai servizi. Creiamo progresso, inclusione sociale, partecipazione perché essere cooperatori è un modo di vita di persone che lavorano e che danno delle risposte alla società e, in questo, vogliamo essere rispettati”.

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