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Svelato un giro di usura ed estorsione a Osimo: tassi anche al 3.000%

La Finanza, dopo due anni, chiude le indagini: sequestri e recuperi di beni per oltre 170.000 euro

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Guardia di Finanza, 117, fiamme gialle

La Tenenza di Osimo ha concluso le indagini nell’ambito dell’operazione “Heavy Rate”, durate oltre due anni. Come si ricorderà nel giugno 2013, a seguito di complesse ed articolate indagini di P.G. e, in esecuzione delle ordinanze di custodia cautelare emesse dal GIP Alberto Pallucchini, sono stati tratti in arresto B.L., pensionato di Jesi, e F.M., metalmeccanico di Filottrano, responsabili dei reati di usura ed estorsione nei confronti di persone, di cui alcuni imprenditori, in serie difficoltà economiche.

Il prosieguo delle indagini, che ha coinvolto anche un bancario (O.I.) il quale ha favorito l’azione criminale dei due indagati fornendo loro informazioni riservate sul conto di una vittima, ha consentito di disvelare un giro di usura di oltre 500.000 euro e di ricostruire in maniera dettagliata 127 operazioni finanziamento poste in essere dai due indagati, per un capitale di oltre 224.000 €, erogato in favore di innumerevoli soggetti, incassando più di 100.000 € a titolo di interessi.

Tutti i prestiti sono stati segnalati all’autorità giudiziaria per il reato di esercizio abusivo dell’attività finanziaria, mentre per 36 di essi è stato possibile accertare con precisione che è stato richiesto ed applicato un tasso di interessi abbondantemente sopra il limite soglia dell’usura, che variava dal 100% al 700% con picchi che hanno raggiunto anche il 3.000%.

Sulla base delle copiose evidenze investigative, i finanzieri della Tenenza di Osimo hanno nel tempo eseguito un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente emesso dal GIP presso il Tribunale di Ancona, sequestrando ai due imputati beni per un valore di 66.400 €, corrispondenti agli interessi usurari effettivamente incassati dagli indagati.

A conclusione delle indagini preliminari, il Pubblico Ministero Adelaide Bilotta ha esercitato l’azione penale mediante l’emissione dell’avviso di conclusione delle indagini. In accoglimento, nel mese di novembre 2014, il GUP ha disposto il rinvio a giudizio per gli imputati principali e, a seguito di richiesta di patteggiamento, ha condannato il bancario per il reato favoreggiamento alla pena di 6 mesi di reclusione.

Nel mese di gennaio 2015 il servizio è stato definito anche sotto il profilo fiscale mediante la notifica del processo verbale di constatazione e con il recupero a tassazione nei confronti dei due imputati dei proventi illeciti derivanti dall’abusiva attività finanziaria e dall’attività usuraia, quantificati in 107.400 €, corrispondenti agli interessi incassati.

E’ da sottolineare infine che, a seguito di tale indagine e grazie anche alla professionalità dimostrata dai finanzieri nell’approccio con le vittime, si sono verificate, per la prima volta nella provincia di Ancona, le condizioni per accedere a mutui senza interessi erogati dallo Stato, di cui alla Legge n. 108/1996.

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