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I sindacati protestano contro Poste Italiane: sit-in davanti la direzione regionale Marche

Chiuderanno 10 uffici e altri 23 vedranno ridotti gli orari di apertura

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Sit in di protesta contro i tagli annunciati da Poste Italiane nelle Marche

Si è svolto ad Ancona, nella mattinata di giovedì 2 aprile, un sit-in davanti la sede della direzione regionale di Poste Italiane. L’iniziativa, promossa dalle sigle sindacali Slc Cgil, Flp Cisl, Uil Poste, Confsal e Failp Cisal, è stata organizzata per protestare contro le prossime misure riorganizzative che vedranno nelle Marche 10 uffici postali chiudere e altri 23 venire razionalizzati negli orari di apertura al pubblico.

Una protesta perché il piano di riorganizzazione non va proprio giù ai sindacati, accompagnati, oltre che dai segretari regionali, anche dai sindaci e vicesindaci dei Comuni di Petriano, Serra Sant’Abbondio, Montemonaco, Castelbellino e Cagli, e dall’on. Lodolini.
Misure che non andranno ad incidere sul risparmio per l’ente postale italiano (non sono state dichiarate “nemmeno le soglie minime di fatturato necessarie a garantire la apertura degli uffici”, lamentano dalla Cisl), ma che andranno invece a ridurre pesantemente la funzionale sociale e territoriale finora sbandierata a tutti i venti (“Poste 2020 dovrà essere azienda sociale e di mercato, più vicina ai Clienti e alle loro esigenze” ha affermato l’ad Francesco Caio).

L'assemblea di protesta contro i tagli annunciati da Poste Italiane nelle MarcheIl piano di interventi (razionalizzazioni e chiusure) invece penalizza e discrimina le comunità più piccole della regione” scrivono in una nota stampa le sigle sindacali, che snocciolano anche qualche dato: “circa 16.000 cittadini (oltre 6.000 famiglie) resterebbero senza ufficio postale; mentre altri 22.000 cittadini (9,000 famiglie) dovranno accontentarsi delle poche giornate di apertura che Poste ancora per poco tempo, possiamo pensare, ha ritenuto di mantenere“.

In provincia di Pesaro Urbino, infatti, chiuderanno le sedi di Pesaro (Novilara e Pesaro Cacciatori) e Petriano, mentre saranno ridotti gli orari a Belforte all’Isauro, Cagli (pianello e Smirra), Fossombrone (Isola di Fano), Fratterosa, Monteciccardo, Piagge, San Giorgio di Pesaro e Serra Sant’Abbondio.
In provincia di Ancona a fronte della chiusura di Castelbellino, rimarranno aperti ma con orari ridotti gli uffici di Varano, Fabriano (Attigio) e Loresto Stazione.

Nell’ascolano chiuderà il presidio nel capoluogo (Venagrande), Colli del Tronto e Monsampolo del Tronto; ridotti gli orari invece a Castignano (Ripaberarda), Montemonaco, Ascoli Piceno (Poggio di Bretta) e Monteprandone.
Una chiusura nel fermano, Servigliano (Curetta), e una razionalizzazione, Monterinaldo.

L'assemblea di protesta contro i tagli annunciati da Poste Italiane nelle MarcheBen 8 invece gli interventi in provincia di Macerata: dalle chiusure a Cingoli (Villa Moscosi) e Monte San Giusto (Villa San Filippo) si va alle razionalizzazioni degli uffici di Acquacanina, Castelraimondo (Crispiero), Matelica (Colferraio), Monte San Martino, San Ginesio (Pian di Pieca) e Serravalle di Chienti (Cesi di Macerata).

Alla protesta hanno partecipato oltre 100 persone e molte di più all’assemblea seguente per entrare nel merito della questione. “Dal confronto fra rappresentanti di categoria, amministratori e parlamentari – scrive la Cisl – è stato confermato il dubbio che il piano sia sbilanciato e creerà gravi disagi per i cittadini, oltre al fantasma della perdita di occupazione“.

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