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“Continua l’impegno del governo per i terremotati delle Marche”

L'on. Lodolini: "Non viene meno l'attenzione sulle questioni prioritarie come la ricostruzione nelle Marche"

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Emanuele Lodolini

“La situazione politica a seguito del risultato del referendum non distoglie il lavoro del Parlamento dalle questioni di massima priorità che riguardano il paese, a partire, ovviamente dalla ricostruzione post-sisma che interessa direttamente le Marche”.

Con l’approvazione della legge di bilancio al Senato si mantengono provvedimenti molto importanti sul terremoto, sulla ricostruzione e sulla riqualificazione.
Le risorse stanziate per finanziare la ricostruzione privata e pubblica nei territori del Centro Italia colpiti dagli eventi sismici ammontano a 4,5 miliardi. I fondi sono messi a disposizione dal 2017 fino al 2047 (quindi per 30 anni) serviranno a sostenere la ricostruzione di tutti gli edifici privati danneggiati, comprese le seconde case e gli immobili produttivi, nonché la riparazione e la ricostruzione degli edifici pubblici, a partire dalle scuole fino a ricomprendere lo straordinario patrimonio culturale di quei territori.
Oltre a ciò, continua Lodolini, è prevista la sospensione dei versamenti dei tributi e dei contributi per le popolazioni colpite dal sisma.

Con l’avvio del Piano Casa Italia, attraverso i sisma bonus stabilizzati fino al 2021, con risorse pari a oltre 2 miliardi, viene anche prevista una detrazione del 50%, applicabile sia nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2), che nella zona sismica 3 (in cui possono verificarsi forti terremoti ma rari). La misura viene elevata fino all’85% se le realizzazioni intervengono su parti comuni degli edifici condominiali ed estesi anche alla classificazione e verifica sismica degli edifici e la messa in sicurezza degli edifici. Viene inoltre prorogata al 31 dicembre 2017 la detrazione al 50% per le spese relative all’acquisto di mobili.

Infine, conclude il parlamentare falconarese, vi è il riconoscimento anche per il 2017 e il 2018, e nella misura del 65%, del credito di imposta per la riqualificazione delle strutture ricettive turistico alberghiere, incluse le attività agrituristiche.

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